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martedì, 17 Febbraio 2026
STILE ITALIANO

Il mondo della moda saluta Valentino: il maestro dello stile italiano

Il mondo della moda saluta Valentino

Il mondo della moda saluta Valentino la moda perde uno dei suoi punti cardinali. Valentino Garavani, nato l’11 maggio 1932 a Voghera e diventato simbolo globale dell’eleganza italiana, si è spento a Roma all’età di 93 anni. L’annuncio della sua morte, avvenuta nella residenza romana dello stilista circondato dai suoi affetti più stretti, è stato diffuso dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, compagno di un sodalizio umano e creativo durato una vita. Con la sua scomparsa, non finisce soltanto una stagione irripetibile della moda internazionale: si chiude un capitolo fondativo della cultura visiva e del gusto italiano.

Una storia personale diventata patrimonio nazionale

Valentino Garavani non è stato un semplice stilista. È stato un narratore della bellezza, un imprenditore culturale e un ambasciatore dell’Italia nel mondo. Il suo viaggio nella moda comincia da ragazzo, quando sceglie Parigi come tempio da cui imparare. Lì studia, osserva, assorbe. Poi arriva Roma, che diventa non solo la capitale della sua maison, ma anche piattaforma d’arte, relazioni, immaginazione. Dalla fine degli anni Cinquanta al ritiro dalle passerelle nel 2007, Valentino ha progettato abiti diventati manifesto di un’estetica impeccabile: linee essenziali, sensualità mai ostentata, couture come arte applicata. La sua firma più riconoscibile, il rosso Valentino, è diventata un colore universale e un linguaggio emozionale della moda.

La reazione dell’Italia e del mondo

Alla diffusione della notizia, il cordoglio è stato immediato e trasversale. Dai grandi marchi internazionali agli atelier emergenti, dalle icone del cinema ai musei di costume, Valentino è stato ricordato come maestro, innovatore, custode dell’eleganza. La stampa globale gli dedica prime pagine e analisi approfondite. Vogue, The New York Times, Le Monde, El País – testate che lo hanno celebrato in vita – ne ripercorrono oggi il lascito culturale.

La memoria istituzionale non è mancata:

  • Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato come Valentino “abbia saputo andare oltre le convenzioni, facendo dell’Italia un riferimento mondiale di creatività e stile”.
  • La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha definito “un simbolo eterno dello stile italiano, capace di trasformare un sogno individuale in un patrimonio collettivo”.

A ricordarne la grandezza è anche Milano, città che lo ha ospitato, celebrato, studiato e collezionato.
La cultura della moda che oggi vive nel Quadrilatero, nelle scuole di design, nelle fiere e nelle passerelle milanesi porta anche la sua impronta.

Camera ardente e funerali

Il commiato si svolgerà a Roma, ma sarà seguito da tutto il Paese – e dal mondo della moda milanese in prima fila. La camera ardente verrà allestita presso PM23, in piazza Mignanelli 23, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle ore 11 alle 18. Il funerale sarà celebrato venerdì 23 gennaio, alle ore 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, luogo carico di memoria e simbolismo per la città di Roma.

Il segno lasciato a Milano

Sebbene il cuore operativo della maison fosse a Roma, Valentino ha rappresentato un riferimento anche per Milano, dove:

  • ha consolidato relazioni con industrie tessili e manifatturiere d’eccellenza,
  • ha ispirato scuole di moda, giovani designer, fotografi e professionisti,
  • è stato tra i protagonisti delle stagioni che hanno imposto la fashion week milanese come capitale internazionale del settore.

La sua eredità vive nelle accademie, nei musei come Palazzo Morando e Armani/Silos, e in un ecosistema creativo che guarda alla couture non come nostalgia, ma come patrimonio da trasmettere.

L’eredità di un visionario

Valentino Garavani amava ripetere: “Ho passato la vita a rendere le donne felici”. Quella frase, che sembra semplice, racchiude una visione: fare della moda un’esperienza emotiva, un atto di celebrazione collettiva. Con la sua scomparsa non si spegne quella vocazione. Resta un archivio sterminato di creazioni, innovazioni, intuizioni e materiali che continueranno a generare studio, emozione e ispirazione.

Il rosso Valentino continuerà a brillare sulle passerelle, nei musei e nell’immaginario globale. L’Italia e Milano gli rendono omaggio.