+39 02.26140913 redazione@milanoincontra.it
mercoledì, 16 Settembre 2026
EVENTIPOLITICA

Diritti umani, Scilipoti: “Serve politica”

diritti umani nel mondo
Sen Domencio Scillipoti Isgrò

Il Rapporto Amnesty 2026 sui diritti umani nel mondo fotografa un quadro internazionale sempre più difficile. Guerre, repressione del dissenso, discriminazioni, crisi climatica e nuove tecnologie stanno mettendo sotto pressione le libertà fondamentali.  Amnesty International ha analizzato la situazione in 144 Stati, denunciando anche l’indebolimento del diritto internazionale e l’uso della tecnologia per rafforzare pratiche autoritarie. Per Domenico Scilipoti Isgrò, però, dietro questa crisi c’è un problema ancora più profondo: la politica non riesce più a difendere i diritti con la necessaria preparazione e responsabilità.

diritti umani nel mondo

Diritti umani e responsabilità politica

“Il vero problema? Non abbiamo più politici all’altezza”. È questa la riflessione centrale di Scilipoti. I trattati, sostiene, sono indispensabili, ma non bastano. Servono persone capaci di applicare le regole e di assumersi la responsabilità delle decisioni. Quattro, in particolare, le qualità indicate: preparazione, responsabilità, discernimento e sapienzaChi decide su guerre, energia, migrazioni e intelligenza artificiale deve conoscere i problemi e valutarne le conseguenze. La politica, inoltre, non può inseguire soltanto il consenso immediato.  Al centro deve rimanere la persona.

Sette proposte per l’Italia

Da qui nasce quella che Scilipoti definisce “realismo umanista”, una linea che cerca di unire concretezza politica e tutela della dignità umana. La prima proposta riguarda l’ONU e la necessità di rendere più efficace il sistema internazionale, anche davanti a gravi violazioni dei diritti.                    La seconda punta a limitare l’esportazione di software di sorveglianza e tecnologie come il riconoscimento facciale verso governi che li utilizzino per reprimere giornalisti e oppositori. Un tema che il Rapporto Amnesty considera particolarmente rilevante.                                                        La terza proposta chiede di inserire il rispetto dei diritti umani negli accordi italiani ed europei su energia e migrazione, con controlli indipendenti.

La quarta collega clima e giustizia, destinando maggiori risorse alle popolazioni colpite da siccità, alluvioni e altri eventi estremi. Amnesty evidenzia infatti l’insufficienza della finanza climatica rispetto ai bisogni delle comunità più vulnerabili. La quinta riguarda la protezione di chi difende i diritti: Scilipoti propone un corridoio umanitario europeo, con base in Italia, destinato a giornalisti, difensori dei diritti e donne perseguitate. La sesta invita a non dimenticare le guerre meno raccontate, a partire dal Sudan. Amnesty considera quella sudanese una delle crisi umanitarie e dei diritti umani più gravi al mondo. La settima proposta guarda alla formazione, con una Scuola nazionale per mediatori di pace a Roma, dove affiancare al diritto la storia, la diplomazia e la cultura della pace.

Non basta indignarsi

Il Rapporto Amnesty 2026 racconta un mondo nel quale i diritti umani sono sottoposti a pressioni sempre più forti. Per Scilipoti, però, la denuncia non è sufficiente. L’Italia e l’Europa devono scegliere quale ruolo assumere e soprattutto quali persone mettere nei luoghi decisionali.            Non servono soltanto nuovi comunicati. Servono competenza, responsabilità e una politica capace di mettere la dignità umana al centro delle proprie scelte. È questo il significato del “realismo umanista” proposto da Scilipoti. E resta il richiamo finale alla Scrittura: “Quando i giusti governano, il popolo gioisce”.

https://www.amnesty.it/notizie/rapporto-annuale/?utm_source=chatgpt.com

#DirittiUmani #Amnesty #Politica #Scilipoti #Geopolitica