
Dal 29 maggio al 6 settembre 2026, Triennale Milano presenta Francesco Clemente: In Between, una delle mostre più attese della stagione culturale milanese. L’esposizione, curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr, nasce in collaborazione con Vito Schnabel Gallery di New York e St. Moritz. La mostra segna il ritorno in Italia di una grande retrospettiva dedicata a Francesco Clemente dopo oltre quindici anni. È inoltre la prima importante esposizione pubblica dedicata all’artista a Milano, città che ha avuto un ruolo centrale nella sua formazione culturale e creativa. Con circa 70 opere, il percorso espositivo accompagna il pubblico attraverso oltre cinque decenni di ricerca artistica, mettendo in luce la continua evoluzione del suo linguaggio pittorico.

Un percorso tra pittura, identità e spiritualità
La mostra racconta il mondo visionario di Francesco Clemente attraverso dipinti, acquerelli, pastelli, disegni e libri d’artista. Il titolo In Between richiama una dimensione sospesa e fluida, tipica della sua produzione artistica. L’artista esplora il concetto di trasformazione continua. Le sue opere si muovono tra mondo interiore e realtà esterna, tra spiritualità e fisicità, creando immagini dense di simboli e significati. L’esposizione è stata realizzata in stretto dialogo con l’artista e comprende prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private internazionali. Alcuni lavori vengono presentati per la prima volta in Italia, insieme a opere inedite realizzate recentemente.
Francesco Clemente e il dialogo tra culture
La pittura di Clemente è profondamente influenzata dall’incontro tra culture diverse. L’artista attraversa tradizioni occidentali e orientali con uno stile personale e riconoscibile. Nelle sue opere emergono richiami all’Induismo, al Buddismo Zen, al misticismo occidentale e ai rituali afro-brasiliani. Questo intreccio culturale genera immagini ibride, capaci di unire memoria, spiritualità e contemporaneità. Il tema dell’identità occupa uno spazio centrale. Corpi, volti e figure si trasformano continuamente, suggerendo una riflessione sulla condizione umana e sulle molteplici forme del sé.
Gli autoritratti e la metamorfosi
L’esposizione si apre con alcune celebri opere dedicate all’autoritratto. Tra queste compaiono Autoritratto con oro del 1979, Self-Portrait with Bird del 1980 e Self-Portrait del 1982. L’autoritratto accompagna tutta la carriera di Francesco Clemente. Nei dipinti successivi il volto dell’artista cambia forma, si dissolve e si rigenera continuamente. Opere come Birthday Self-Portrait (2001), Taoist Self-Portrait (2005) e Self-Portrait as St. John (2011) mostrano una ricerca costante sul tema della trasformazione personale e spirituale. Questa sezione della mostra offre uno sguardo intimo sulla poetica dell’artista e sul suo rapporto con il tempo, la memoria e il cambiamento.
L’India, New York e le collaborazioni artistiche
Un momento decisivo nel percorso creativo di Clemente è rappresentato dall’incontro con la cultura indiana, iniziato nel 1973. Questo legame emerge chiaramente in opere storiche come Two Painters e Francesco Clemente Pinxit. Anche le serie più recenti confermano il rapporto dell’artista con l’Oriente, attraverso simboli, colori e riferimenti spirituali che attraversano tutta la sua produzione. Nel 1981 Clemente si trasferisce a New York, città che diventa uno dei centri della sua attività artistica. Qui nascono collaborazioni importanti con protagonisti della scena culturale internazionale. Tra le opere esposte spicca Saxophone del 1984, realizzata insieme a Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol. Sono presenti anche libri d’artista creati con il poeta Allen Ginsberg, testimonianza di un dialogo costante tra arti visive e letteratura.

Tre opere storiche tornano insieme
Uno dei momenti più significativi della mostra è la riunione dei tre dipinti My House, My Parents e My Journey, tutti realizzati nel 1982. Le opere non venivano esposte insieme dalla storica mostra Zeitgeist di Berlino, dedicata alla nuova pittura internazionale degli anni Ottanta. Questo nucleo rappresenta una tappa fondamentale nella carriera dell’artista e permette al pubblico di cogliere la forza narrativa e simbolica della sua ricerca pittorica.
Il ritratto come racconto contemporaneo
La mostra dedica ampio spazio anche al tema del ritratto. Tra gli acquerelli degli anni Ottanta compaiono figure come Warhol, Basquiat, il compositore Morton Feldman e Allen Ginsberg. Accanto ai ritratti storici emergono opere dedicate ad Alba Clemente, compagna di vita e musa dell’artista. Il dialogo tra pittura e dimensione personale diventa così uno degli elementi più intensi dell’esposizione. Tra i lavori più recenti figura anche Portrait of Zoë Kravitz, Saint Laurent Summer 25, che conferma l’interesse di Clemente per la contemporaneità e il mondo della moda.
Una mostra centrale per la cultura milanese
Francesco Clemente: In Between si inserisce nel programma di valorizzazione dell’arte contemporanea promosso da Triennale Milano e curato da Damiano Gullì. L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, con contributi critici e una conversazione tra l’artista e Francesca Pietropaolo. L’11 giugno 2026 il Teatro di Triennale Milano ospiterà inoltre Albainclemente, spettacolo scritto e interpretato da Alba Clemente con la regia di Guido Torlonia. Per maggiori informazioni e prevendite è possibile visitare il sito ufficiale di Triennale Milano.
Informazioni utili
Francesco Clemente: In Between
29 maggio – 6 settembre 2026
Triennale Milano
Orari
Martedì – domenica
10.30 – 20.00
Ultimo ingresso alle 19.00
Biglietti
Intero: 16 euro
Ridotto: 11,50 euro
Studenti: 8 euro
Biglietto giornaliero per tutte le mostre di Triennale Milano: 25 euro.









