
Dal 2 al 4 ottobre 2026 Milano Scultura celebra la decima edizione negli spazi di Concessionaria 23, in via Maiocchi 23. Tre giorni dedicati alla scultura contemporanea, alle installazioni e ai nuovi linguaggi dell’arte.
Milano Scultura torna in città
Milano torna a parlare il linguaggio della scultura. Dal 2 al 4 ottobre 2026, la decima edizione di Milano Scultura approda negli spazi di Concessionaria 23, in via Maiocchi 23, e inaugura una nuova fase della manifestazione ideata e diretta da Ilaria Centola. La scelta della sede non è casuale. Un ex autosilo industriale, successivamente trasformato in concessionaria automobilistica e oggi riconvertito in spazio dedicato all’arte contemporanea, diventa il nuovo scenario di una manifestazione nata per mettere al centro la scultura e le espressioni tridimensionali. È un ritorno alla città dopo le esperienze sviluppate anche attraverso il rapporto con il paesaggio e gli spazi aperti. Milano Scultura ritrova così una dimensione urbana e sceglie un luogo che racconta, attraverso la propria storia, la continua trasformazione di Milano.
Un luogo che cambia insieme alla città
Prima officina, poi autosilo, quindi concessionaria automobilistica. Oggi Concessionaria 23 si apre all’arte contemporanea. La memoria industriale dell’edificio entra così in dialogo con opere che lavorano sulla materia, sullo spazio e sulla relazione con l’architettura. È una delle chiavi di lettura dell’edizione 2026. La scultura non viene presentata soltanto come oggetto da osservare, ma come presenza capace di modificare la percezione di un luogo. Il rapporto tra arte e spazio urbano diventa quindi parte integrante dell’esperienza. Una prospettiva particolarmente significativa in una Milano dove la rigenerazione di edifici e aree dismesse continua a modificare il volto della città.
Dieci anni dedicati alla scultura contemporanea
In dieci anni Milano Scultura ha costruito un percorso dedicato a un linguaggio artistico che per lungo tempo è stato considerato meno centrale rispetto alla pittura e ad altri media. Oggi la scultura contemporanea attraversa invece materiali e tecniche molto diverse. Marmo, bronzo, ceramica, ferro, materiali di recupero, installazioni e pratiche tridimensionali convivono con nuove forme di ricerca. La manifestazione mette in relazione gallerie, artisti, collezionisti, curatori e pubblico, proponendo una lettura ampia della ricerca contemporanea. Non soltanto opere da vedere, dunque, ma un’occasione per interrogarsi su come la scultura sia cambiata insieme alla società e ai luoghi nei quali viene presentata.
Una fiera che diventa percorso culturale
Al piano terra il pubblico incontrerà la sezione fieristica, con le gallerie partecipanti e una selezione di artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti. Il primo piano sarà invece dedicato ai Progetti Speciali. Qui la scultura si apre a temi come trasformazione, memoria, guerra, ironia, sostenibilità, patrimonio culturale e migrazioni. La formula amplia così il tradizionale concetto di fiera d’arte. Milano Scultura diventa un percorso nel quale opere, installazioni e progetti dialogano con questioni che appartengono alla contemporaneità.
La tecnologia accompagna la visita
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche una nuova dimensione digitale. Lungo il percorso espositivo saranno presenti QR Code attraverso i quali il pubblico potrà accedere all’applicazione amuseapp. Lo strumento accompagnerà la visita con contenuti dedicati alle opere, agli artisti e alle gallerie. La tecnologia entra così nell’esperienza della mostra senza sostituire il rapporto diretto con le opere. Diventa piuttosto uno strumento per approfondire, conoscere e orientarsi all’interno del percorso.
Fiume, la materia che diventa trasformazione
Tra i progetti speciali c’è Fiume, installazione site specific di Gloria Campriani. L’opera nasce dall’immagine dell’acqua e dal suo fluire continuo. Forme irregolari e figure stilizzate si sviluppano nello spazio e costruiscono un percorso che si espande e si contrae, adattandosi al luogo. Il grande tappeto ambientale diventa così una riflessione sulla trasformazione, sulla resilienza e sulla ricerca di nuovi equilibri. L’installazione invita il pubblico a non limitarsi alla contemplazione. Lo spazio diventa parte dell’opera.
Mito, memoria e conflitto
La riflessione sulla memoria attraversa anche La ferita e la rinascita. Scultura tra mito e memoria, mostra di Lucia Albertini. Arianna, Medusa, Giuditta e David diventano figure attraverso le quali affrontare temi come il conflitto, la violenza, il potere e la possibilità della pace. La guerra non viene rappresentata direttamente. È il mito a diventare uno strumento per guardare al presente e interrogare la relazione tra memoria, responsabilità e speranza.
Quando l’ironia diventa linguaggio artistico
Con Ironia della sorte, sorte dell’ironia, Roberto Borghi e Giovanni Busacca propongono invece una riflessione sull’ironia nell’arte italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. Il progetto, realizzato in collaborazione con Moebius Editore e Juliet Magazine, presenta le opere di Aldo Spoldi, Gianni Cella, Corrado Bonomi e Francesco Garbelli. L’ironia diventa uno strumento per mettere in discussione convenzioni, stereotipi e sistemi di potere. Una modalità espressiva che, riletta oggi, conserva una particolare capacità critica.
Hello Pizzy, tra pop culture e contaminazioni
Tra le proposte più immediate c’è Hello Pizzy, progetto di Francesco De Molfetta, a cura di Ilaria Centola. L’opera accosta due icone riconoscibili della cultura globale: Hello Kitty e la pizza. Il risultato è un’immagine ironica che mette in relazione Oriente e Occidente. Dietro l’immediatezza visiva emergono temi come inclusione, condivisione e incontro tra culture. È uno degli esempi di come la scultura contemporanea possa dialogare con l’immaginario pop e con i simboli della cultura quotidiana.
Modulopoli, l’arte costruita insieme
La dimensione partecipativa entra in scena con Modulopoli, progetto ideato da Federico Marcoaldi. Artisti e bambini sono coinvolti nella costruzione di un’unica opera collettiva realizzata attraverso moduli tridimensionali in cartone riciclato. Il progetto mette insieme sostenibilità, creatività e collaborazione. L’opera non è quindi soltanto il risultato finale. È anche il processo attraverso il quale viene costruita. Un’esperienza che avvicina il pubblico più giovane alla pratica artistica e trasforma la scultura in uno spazio condiviso.
La cultura in viaggio
La Cultura che se ne va, di Giuliano Cataldo Giancotti, affronta invece il tema della tutela del patrimonio culturale. L’installazione appartiene al ciclo Difesa della cultura e raffigura una carrozza il cui cocchiere è un libro. A bordo viaggiano Dante Alighieri e la Venere di Milo. L’immagine suggerisce una cultura in movimento, alla ricerca di un luogo nel quale essere riconosciuta e valorizzata. Il viaggio diventa così una metafora della necessità di proteggere e trasmettere il patrimonio alle generazioni future.
Ulisse e Penelope tra viaggio e attesa
Il tema del viaggio ritorna nel progetto Ulisse e Penelope di Max Marra. Le due figure della mitologia greca diventano simboli di due condizioni complementari. Da una parte il viaggio, la scoperta e il cambiamento. Dall’altra l’attesa, la fedeltà e la capacità di resistere al tempo. La relazione tra Ulisse e Penelope viene riletta anche attraverso il tema della mobilità umana e delle migrazioni.
- Partire e restare.
- Lasciare e attendere.
- Conservare le proprie origini e confrontarsi con nuovi luoghi.
Il Canto della Natura
La natura è invece al centro de Il Canto della Natura di Giulia Alberti. Ceramiche, fotografie e sculture costruiscono un percorso nel quale passato, presente e memoria sembrano convivere. Terra, acqua, fuoco e aria diventano elementi di una ricerca che attraversa colore, luce, oscurità e trasparenza. La natura appare così non soltanto come soggetto, ma come materia e origine dell’esperienza.
Dalla scultura alla performance
Milano Scultura 2026 amplia il programma anche attraverso performance e appuntamenti dal vivo. Tra questi c’è Guernica Picasso, spettacolo ideato dallo storico dell’arte Luca Nannipieri e dall’artista Gloria Campriani. Il progetto ripercorre la storia del celebre dipinto realizzato da Pablo Picasso nel 1937, intrecciando racconto storico, approfondimento e performance. L’arte diventa così occasione per riflettere sul messaggio dell’opera e sulla sua relazione con il tema della guerra. L’appuntamento accompagna anche l’uscita del volume di Nannipieri La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico.
Roots, il corpo come relazione
La performance Roots, di Michela Priuli con Barbara Allegrezza e Nicolò Castagni, è prodotta da DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza. Il progetto parte dal significato della parola “radici” e indaga il rapporto con le origini, con i luoghi e con l’altro. Il corpo diventa spazio di relazione. Contatto, ascolto e sostegno costruiscono una riflessione sull’incontro e sulla fiducia. È un altro passaggio attraverso il quale Milano Scultura supera i confini tradizionali della scultura e mette in relazione arti visive, performance e linguaggi del corpo.
Milano, l’arte e la rigenerazione urbana
A dieci anni dalla nascita, Milano Scultura torna dunque nel cuore della città con una formula che mette insieme arte contemporanea, spazio urbano e partecipazione. La scelta di Concessionaria 23 rafforza questo dialogo. Un edificio nato per il lavoro e trasformato più volte nel corso della sua storia diventa oggi uno spazio per la cultura. È un percorso che racconta una Milano capace di cambiare destinazione ai propri luoghi senza cancellarne la memoria. La manifestazione conferma così una delle sue caratteristiche più riconoscibili: utilizzare la scultura per costruire un dialogo tra opere, architettura, città e pubblico. Come sottolinea il curatore Valerio Dehò, l’arte può contribuire alla rigenerazione urbana perché crea esperienze, relazioni e apertura verso il nuovo. Ed è proprio questo il messaggio della decima edizione. Dal 2 al 4 ottobre 2026, Milano Scultura invita a entrare in uno spazio trasformato, attraversare opere e installazioni e osservare la città attraverso una prospettiva diversa.
Quella della scultura.
Non soltanto tre dimensioni, ma anche materia, tempo, spazio e relazione.
Info:
Decima edizione
2 – 4 ottobre 2026
Concessionaria 23
Via Maiocchi 23, Milano
Ingresso: gratuito
Date: 2 – 4 ottobre 2026
Vernissage: venerdì 2 ottobre dalle 18.30 alle 21.30.
Orari:
venerdì 2 ottobre: dalle 18.30 alle 21.30
sabato 3 ottobre: dalle 11.00 alle 20.00
domenica 4 ottobre: dalle 11.00 alle 19.00
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