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giovedì, 15 Ottobre 2026
BUSINESSINNOVAZIONE E TECNOLOGIA

Biofin acquisisce Mondo Green e investe nell’agritech

Biofin acquisisce Mondo Green

Biofin acquisisce Mondo Green e rafforza la propria presenza nel settore agricolo. Il Gruppo finanziario guidato da Sergio Massaglia annuncia l’acquisizione di una quota di controllo e una partecipazione in Mondo Green s.s., società agricola con sede a Poirino, in provincia di Torino. Al centro dell’operazione c’è un progetto che combina agricoltura tecnologica, produzione energetica e attenzione all’efficienza dei costi.  Mondo Green è infatti proprietaria di un impianto di circa 1.000 metri quadrati a Grugliasco, nel Torinese, dedicato alle coltivazioni idroponiche e aeroponiche.  Per il Gruppo Biofin si tratta di un ingresso in un comparto nel quale innovazione e sostenibilità stanno diventando elementi sempre più rilevanti per la competitività delle imprese.

Biofin entra nell’agricoltura tecnologica

Presidente Anjum Masiam Tamar.

L’operazione porta il Gruppo Biofin all’interno di Mondo Green s.s., società agricola presieduta da Anjum Masiam Tamar. La società ha sede a Poirino, mentre il principale asset del progetto si trova a Grugliasco. Qui è stato realizzato un impianto di circa 1.000 metri quadrati, progettato per coltivazioni idroponiche e aeroponiche.  La struttura è stata realizzata da Idromeccanica Lucchini S.p.A. di Mantova, azienda specializzata nella progettazione di soluzioni per l’agricoltura protetta. L’operazione inserisce quindi Biofin in un settore nel quale la tecnologia sta modificando progressivamente i tradizionali modelli produttivi. Non si tratta soltanto di coltivare fuori dal terreno. Il tema centrale è la possibilità di controllare maggiormente il processo produttivo, ottimizzando risorse, spazi e condizioni di crescita.

Agritech, un mercato in evoluzione

Idroponica e aeroponica fanno parte delle tecniche di coltivazione fuori suolo.  La prima utilizza soluzioni nutritive per fornire alle piante acqua ed elementi necessari alla crescita senza ricorrere al terreno tradizionale. La seconda utilizza invece sistemi di nebulizzazione per distribuire la soluzione nutritiva direttamente alle radici. Sono tecnologie che stanno attirando l’attenzione del mondo agricolo e imprenditoriale. Il CREA ha dedicato attività di ricerca alle coltivazioni fuori suolo e alle possibilità offerte dall’agricoltura protetta, con particolare attenzione alla gestione delle risorse e dei parametri produttivi. (creafuturo.crea.gov.it)  Il tema non è nuovo per il territorio piemontese. Già negli anni passati Grugliasco è stata protagonista di iniziative legate all’agricoltura aeroponica e alla produzione di ortaggi fuori suolo, segnale di un ecosistema locale sensibile all’innovazione agricola.

La componente energetica del progetto

Il progetto Mondo Green comprende anche una componente energetica. L’impianto integra infatti sistemi agrivoltaici e fotovoltaici, con l’energia prodotta destinata all’autoconsumo.  È un elemento particolarmente interessante dal punto di vista industriale. Per un impianto agricolo tecnologicamente avanzato, infatti, l’energia rappresenta una delle principali voci da gestire. Produrre parte dell’energia direttamente sul sito significa puntare a una maggiore autonomia e, secondo gli obiettivi dichiarati dal progetto, a una riduzione significativa dei costi legati alla produzione agricola. Il modello agrivoltaico si colloca proprio all’incrocio tra agricoltura e produzione di energia solare. CREA e GSE monitorano questo tipo di sistemi anche sotto il profilo degli effetti sulle colture, sull’acqua e sulla produttività agricola.

Efficienza e sostenibilità diventano fattori di business

La componente green, in questo progetto, non è quindi separata dalla dimensione economica. È parte del modello di business.  Meno dipendenza dall’energia acquistata, maggiore controllo del processo produttivo e gestione più attenta delle risorse possono diventare elementi importanti per la competitività di un’impresa agricola tecnologica. È una tendenza che riguarda un settore più ampio. In Italia sono già presenti realtà che hanno investito nella coltivazione idroponica e nel vertical farming, anche attraverso operazioni finanziarie dedicate allo sviluppo di nuovi impianti. Nel 2022, per esempio, ANSA ha riportato il finanziamento da 17,5 milioni di euro ottenuto da Planet Farms con garanzia green di SACE per uno stabilimento di coltivazione idroponica indoor in provincia di Como. Il caso Mondo Green si inserisce quindi in un mercato nel quale tecnologia agricola, energia e capitale tendono sempre più a incontrarsi.

Sergio Massaglia guarda al settore agricolo

Sergio MIssaglia

Con l’ingresso in Mondo Green, il Gruppo Biofin amplia il proprio raggio d’azione. L’operazione porta il gruppo guidato da Sergio Massaglia in un progetto agricolo caratterizzato da una forte componente tecnologica e da un modello produttivo orientato all’efficienza. L’obiettivo dichiarato è contenere i costi della produzione di prodotti agricoli biologici attraverso l’integrazione tra coltivazione avanzata e produzione di energia per autoconsumo. È un approccio nel quale la sostenibilità diventa anche una variabile economica. Per le imprese agricole del futuro, infatti, la capacità di gestire acqua, energia, spazi e produttività potrebbe diventare sempre più decisiva.

Mondo Green, un progetto tra agricoltura e innovazione

L’ingresso di Biofin apre ora una nuova fase per Mondo Green. Il progetto piemontese riunisce nello stesso impianto idroponica, aeroponica, fotovoltaico e agrivoltaico, creando un modello nel quale produzione agricola e gestione dell’energia sono strettamente collegate. Per il mondo business, il punto di interesse è proprio questo. L’agricoltura sta diventando un settore nel quale tecnologia e capitale possono sostenere nuovi modelli produttivi. E la sostenibilità, da elemento accessorio, entra sempre più nelle strategie industriali. Mondo Green rappresenta così un esempio di questa trasformazione: un progetto agricolo che punta sull’innovazione per migliorare l’efficienza produttiva e affrontare una delle principali sfide del comparto, quella del rapporto tra costi, energia e produzione.

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