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lunedì, 28 Novembre 2022
BUSINESSSALUTE E BENESSERE

COSA SI DEVE CHIEDERE AL PROPRIO DENTISTA PER AVERE UNO SPLENDIDO SORRISO

SE ABBIAMO SCELTO L'IMPLANTOLOGIA COME TECNICA RICOSTRUTTIVA

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Una frequente richiesta dei pazienti, specialmente di sesso femminile, quando ad una certa età l’invecchiamento conduce inesorabilmente alla perdita anche marcata della propria individuale bellezza e spesso anche alla compromissione del proprio apparato masticatorio in senso funzionale ed estetico, è il ripristino della funzione e della cosmesi della propria bocca. 

Attualmente i trattamenti proposti quando la “edentulia” (la perdita dei denti) o l’usura, è un processo irreversibile e non sanabile con trattamenti conservativi e consistono nella (1 1a 1b 1c) procedura “all on 4 o (6)”, ossia nell’inserimento di 4 o 6 viti nell’osso e il confezionamento di una protesi in resina acrilica avvitata (1a).

Questa terapia può avere alcune indicazioni ma non è una soluzione adeguata se vogliamo riavere una funzione masticatoria adeguata, ripristinare la nostra individuale bellezza ed avere un risultato estetico di livello nel lungo periodo. 

all on 4”/ “all on 6: che cos’è?

Le indicazioni della procedura “all on 4”/ “all on 6” sono: i costi contenuti, la esclusione di interventi più aggressivi, l’età avanzata. La tecnica prevede che la protesi sia costruita in materiale morbido resinoso per ridurre lo stress da carico sugli impianti che sono stati inseriti in numero ridotto; tuttavia la scelta del materiale conduce inevitabilmente ad una usura dei denti artificiali e alla pigmentazione degli stessi (in specie nei pazienti fumatori e con scadente igiene domiciliare) con scolorimento e opacizzazione della resina acrilica;

il paziente dovrà quindi accettare anticipatamente a sottoporsi a frequenti controlli e rifacimenti protesici. Altri problemi sono rappresentati dalla potenziale rottura della protesi e delle vitine che la fissano agli Impianti e dalla consistente presenza di residuo alimentare e di placca che si accumula sotto gli impianti e sotto la protesi che talvolta giustifica la comparsa di alitosi secondaria al trattamento e non giustificabile da altre ragioni mediche. 

Quando non è possibile utilizzare la tecnica Al on 4″/”all on 6?

Questa tecnica non può essere proposta quando la esigenza del paziente è circoscritta al raggiungimento di un alto livello estetico.

Sebbene le tecniche digitali hanno contribuito a semplificare il lavoro del dentista riducendo anche errori e imprecisioni la classica protesi tradizionale in ceramica stratificata su armatura metalliche (in genere cromo cobalto) o zirconio (6 – 7) rappresenta ancora oggi la soluzione adatta a garantire una qualificata cosmesi.

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Per ottenere questo risultato è necessario aumentare il numero e la lunghezza degli impianti, prediligere gli impianti (9) monolitici (in un solo pezzo) quando sono indicati oppure connettere l’impianto sommerso ad un moncone in titanio o cromo cobalto customizzato (3-4-5)

Gli impianti monolitici (9) quando si possono usare sono esenti da fenomeni infiammatori che talvolta caratterizzano la parte che esce dall’osso degli impianti a 2 tempi (sommersi).

Altresì, risulta necessario aumentare la lunghezza e il numero degli impianti per garantire la tenuta del sistema (impianto-protesi) nel lungo periodo evitando la frattura da stress degli impianti e impedendo che il carico, dovuto alla rigidità della protesi in ceramica, si traduca in uno sforzo eccessivo con riassorbimento dell’osso attorno agli impianti.

Per ottenere una cosmesi di livello non bisogna trascurare il fatto che il dentista deve collaborare con un tecnico esperto, di grande esperienza e con competenza qualificata nelle tecniche tradizionali ( si sta riducendo sensibilmente il numero di tecnici preparati)

Con questi concetti i miei lavori di Implantoprotesi ceramica cementata sugli impianti stanno durando da più di 30 anni e l’aspetto estetico è invidiabile (6 -7).

DOTTORE IN MEDICINA E CHIRURGIA, CHIRURGO ORALE

Profilo dell’Autore: Enrico Belotti

Enrico Belotti è il maggior esperto in Europa nella progettazione e nella chirurgia di impianti individuali in titanio (impianti iuxta-ossei o impianti sottoperiostei) e destinati a risolvere in un solo tempo chirurgico i gravi riassorbimenti ossei causati dalla edentulia avanzata e di lungo periodo e di difficile e imprevedibile trattamento con tecniche alternative –

Ha introdotto in Italia la tecnica digitale e la fabbricazione in laser melting da circa 20 anni, ma ha trattato con tecnica analogica più di 400 casi di severe edentulie.

È medico-chirurgo con un perfezionamento in Chirurgia Orale in New York. I suoi mentori sono stati i più significativi innovatori della Implantologia internazionale e Leonard Linkow il docente più prestigioso.

Autore di numerosi contributi scientifici sull’argomento, co-autore di testi scientifici, docente in masters internazionali e relatore di lectio magistrali sull’argomento, ha scritto in Wikipedia il testo divulgativo «Implantologia Iuxta-ossea»

https://it.wikipedia.org/wiki/Implantologia_iuxtaossea

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