MANGIA E BEVI

Wild. A Mariano Comense qualità ed eccellenza. Quando la tendenza arriva in Brianza

Un angolo di tendenza nella verde Brianza. È il concetto che sta alla base del Wild: unire l’esperienza di più bartender e sommelier, per dar vita ad un’atmosfera elegante capace di replicare i locali più In di Milano.

Con le sue due sedi, a Mariano Comense e a Cantù, il Wild è principalmente innovazione. Gusto e passione. C’è la qualità dei vini, consigliati da palati raffinati. C’è la vasta scelta di gin e cocktail innovativi, preparati da professionisti del settore. Non mancano, ovviamente, le proposte gastronomiche di qualità.

Il contesto del Wild nasce e si sviluppa in un momento particolarmente favorevole. Il concetto di convivialità è fin da sempre esistito, ma negli ultimi anni è cresciuto. 

A partire dal 2017 – tolti gli anni delle restrizioni dovute alla pandemia – gli amanti dell’aperitivo pre e post cena hanno registrato un incremento, soprattutto tra i più giovani (18-24 anni ndr) sempre più attenti alla qualità dei cocktail, dei vini e agli abbinamenti gourmet.

La cultura del buon bere è sempre più preponderante: non è un caso che su circa 350 mila influencer, circa il 18% (63 mila) appartenga al crescente mondo dei drink e food influencer (dati Sole 24 ore).

Oggi, sempre più persone sono quindi portate ad uscire di casa, con l’obiettivo di bere qualcosa che sia sinonimo di qualità. La tecnologia aiuta ad orientare la scelta, tanto che 9 consumatori su 10 si informano consultando Google (60%), Tripadvisor (45%) e Facebook (40%).

Si però dice che il morbido suono di un tappo di sughero che viene stappato dalla bottiglia, coincida con il suono di un uomo che sta aprendo il suo cuore.

Ed è proprio questa la poetica del Wild diretto da Marco Colucci, classe 1995. Giovane, ma esperto. Un po’ come il locale che dirige: giovane e di tendenza. Oppure come un buon Vermentino: giovane, ma capace di esaltare tutte le sue caratteristiche organolettiche. È intenso. Fresco. Deciso.  

Milano Incontra ha deciso di intervistare il direttore del Wild:

Marco Colucci, direttore del Wild

Marco, quando nasce la tua passione per il vino?

“Nasce quando ho iniziato a lavorare a Monza in un bar, grazie ad un mio collega che mi ha trasmesso la passione per il vino. Da lì ho iniziato le degustazioni e quindi mi sono iscritto alla Fisar. Oggi sono un aspirante sommelier”.

C’è un vino a cui sei maggiormente legato?

“Non è facile rispondere a questa domanda. Ogni bottiglia ha la sua storia da raccontare, il suo momento per essere bevuta e le sue emozioni da regalare. Posso passare dal calice di rosso intenso da meditazione mentre leggo un libro, ad un bianco fresco e profumato in accompagnamento ad un risotto estivo. 

Certamente ho una propensione per le bollicine: per il Metodo Classico in particolare, visto il dosaggio zero, che attribuisce al vino una percentuale di zucchero minima.

Diceva Molliere che “Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia. Dumà, invece che il vino è la parte intellettuale di un pranzo”. Quanto sei d’accordo con questi aforismi?

“Sono in accordo con entrambe le affermazioni. Mi piace associare al vino dei fortunati momenti di convivialità. Per quanto riguarda il cibo, solitamente scelgo cosa bevo e poi cosa mangio”.

Quando nasce la tua passione per bar? Descrivi invece il tuo cocktail preferito

“La passione per il bar nasce in precedenza rispetto a quella del vino. In effetti mi piace definirmi figlio d’arte, visto che i mie genitori avevano un bar, diventato poi un locale.

Mi sono quindi appassionato al mondo della ristorazione -prendendo la qualifica di tecnico del servizio della ristorazione.

La mia carriera è proseguita verso la professione di bartender. Prima a Napoli, poi in Canada e alla fine, dopo Milano, sono approdato al Wild”.

Bar tender e aspirante Sommelier. Come coniughi il connubio al Wild?

“Direi tramite le mie radici. Amo la cultura del buon bar e di tutto quello che c’è di correlato. Mi incuriosisce molto la produzione del vino e di un distillato. Mi incuriosisce comprendere come dalle materie prime si arrivi al prodotto finale e alla qualità del lavoro che c’è dietro. Ecco, diciamo che dal vino al cocktail cerco di trasmette quello che io provo ai nostri clienti.

Il tuo sogno nel cassetto?

“Vorrei cercare di dar vita alla mia idea crepando più punti possibili sul territorio. Essere manager di più punti bar significa tramettere il concetto che sta alla base del Wild: quello di accoglienza, di eleganza, di gestione e soprattutto di qualità”.

Marco, ma qual è l’idea che sta alla base del Wild?

“L idea che sta alla base di Wild? Direi innovazione, nuove tecniche e prodotti healty. In un mondo ricco di stress, di mala alimentazione e di drink di bassa qualità, abbiamo pensato di iniziare il progetto del Wild partendo da qualcosa di nuovo, almeno in Brianza. Abbiamo voluto portare quindi dell’innovazione, partendo dalle nostre esperienze professionali fatte per il mondo.  Intendo l’innovazione portata nei prodotti, nelle tecniche di miscelazione e nel servire i nostri drink. Il locale sviluppa delle tecniche “non usuali” cercando di essere sempre all’avanguardia in un mondo che viaggia veloce, soprattutto nella ristorazione e nel mondo del bar”.

Articolo di Massimo Chisari

*Publiredazionale

Per maggiori informazioni visita il sito del Wild

Sedi:

Mariano Comense – in via Songia 32
Cantù – in via per Alzate 30

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