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UGO PERUGINI

SPUNTI PER UN NUOVO LEADER

Ugo Perugini
Essere visionari: un pregio non un difetto

I leader di successo nella gestione delle loro aziende sono capaci di integrare tre diversi tipi di leadership. Quella che possiamo definire “engaging”, cioè l’abilità di pianificare un progetto e di comunicarlo con convinzione ai propri collaboratori.
Il tipo di leadership che possiamo chiamare “energizing”, cioè la capacità di trasmettere ai propri collaboratori entusiasmo, energia e motivazione.
E la leadership definita “envisioning”, cioè quella che sa intuire e indicare la direzione che è necessario prendere per realizzare qualcosa di veramente grande. Quella, in sostanza, che offre ai collaboratori una “visione” del futuro, proprio e della propria azienda. Questi ultimi sono i leader cosiddetti visionari.

I leader visionari sono pochi

Bisogna ammettere che non ce ne sono molti in giro di leader che possano vantare queste tre caratteristiche contemporaneamente e, oltretutto, quelli che si possono definire “visionari” sono molto rari. Spesso, nelle aziende vengono anche visti con qualche sospetto.
I leader, di questi tempi, preferiscono avere degli obiettivi piuttosto che delle visioni e spesso, purtroppo, prevalentemente obiettivi a breve, se non a brevissimo termine.
C’è un atteggiamento generalmente scettico, se non decisamente critico, nei confronti di chi manifesta una leadership “visionaria”. La “vision” in questi casi viene considerata alla stregua di un’utopia e questa fa ancora paura a molti.

La vision è un’utopia?

Stiamo attraversando una crisi profonda che sembra ormai escludere la necessità di poter avere dei sogni in cui credere, o degli ideali ai quali aspirare con l’intento di cambiare, migliorandola, la società in cui viviamo o l’azienda per la quale lavoriamo.

Non dimentichiamoci, però, quello che diceva il grande storico Ernst Bloch: “L’utopia non è fuga nell’irreale, è scavo per la messa in luce delle possibilità oggettive insite nel reale e lotta per la loro realizzazione”.
In un’epoca in cui di utopia, cioè della ricerca di soluzioni e sistemi che ancora non ci sono, avremmo molto bisogno, il conformismo imperante non ci permette di andare alla ricerca di condizioni per superare l’esistente e la consuetudine.

E’ quello che è successo nei recenti summit sul clima, dove si è concordato sull’idea di limitare per il futuro il global warming ma alla fine si è evitato di prendere impegni stringenti e soprattutto verificabili, ignorando che gli obiettivi stabiliti in passato erano stati già disattesi o rimandati.

Gli obiettivi e la vision: differenze sostanziali

Se l’uomo è arrivato fin qui, evolvendosi grazie alle sue capacità di innovazione, lo deve al fatto che ha saputo essere un visionario e i visionari non sono soltanto gli artisti, i geni o i grandi imprenditori, come Bill Gates o Steve Jobs. Possiamo esserlo tutti.
Ciò non significa, naturalmente, che bisogna rinunciare agli obiettivi più immediati nella vita e nel lavoro, gli obiettivi sono dei traguardi concreti che possono essere pianificati secondo il ben noto sistema SMART, a condizione, cioè, che siano Specifici, Misurabili, rAggiungibili, Realistici, definiti nel Tempo.
D’altra parte, la modalità cosiddetta del “goal-setting” (molto utilizzata dagli atleti), cioè concentrarsi prevalentemente sugli obiettivi a breve termine, perdendo di vista la visione generale, in certi casi può essere pericolosa.
L’hanno capito bene anche molte aziende di spicco come la Coca Cola che ha bandito la pubblicazione di risultati trimestrali perché influenzavano troppo le decisioni a breve termine e potevano danneggiare l’azienda nella sua politica a lungo termine.

Ma, allora, che cos’è la vision?

Il sistema nervoso centrale del nostro cervello è impostato in modo da attenersi al principio di “economicità”, cioè piuttosto che creare ex novo, preferisce seguire un percorso già tracciato. In altri termini, il passato genera il presente e condiziona il futuro, in un meccanismo automatico di causa-effetto.
Avere una vision, invece, significa essere in grado di creare una immagine proiettata nel futuro che esce completamente dagli schemi precostituiti e rappresenta quello che ci prefiggiamo di raggiungere, anche se ancora non ci è del tutto chiaro nella mente, ma che guiderà i nostri comportamenti futuri, superando la forza d’inerzia dell’abitudine, destinata a bloccarci.
A questo punto, per capire di cosa si tratta, ci sembra utile riportare la famosa frase attribuita a Walt Disney, cioè ”Se puoi sognarlo, puoi farlo!”, il che, in altre parole, significa che l’immaginazione è un elemento essenziale per raggiungere qualsiasi traguardo.

Come sono i leader visionari? Ecco le loro caratteristiche. Verifica se anche tu le possiedi

• I visionari parlano sempre di soluzioni e non di problemi
• Crescono, aiutando gli altri a realizzare i propri sogni
• Interpretano il loro ruolo come creatori di valore, al di là di qualsiasi aspetto economico
• Sanno essere sintetici e diretti, mettendo in luce con immediatezza il proprio pensiero
• Non temono il cambiamento anzi lo alimentano
• Affrontano le difficoltà cogliendone sempre gli aspetti positivi
• Hanno una mente focalizzata sul loro ideale e non si lasciano distrarre da nulla
• Sono pronti a fallire ma, soprattutto, a ricominciare dopo aver fallito
• Sanno valorizzare i successi ottenuti e celebrarli insieme a chi vi ha contribuito
• Sono umili, sempre disposti a imparare, coraggiosi e disciplinati
• Sanno gestire le proprie energie senza tenere conto del tempo
• Sanno cogliere l’unicità, l’originalità anche nelle cose più insignificanti
• Amano la semplicità e la chiarezza
• Sono dotati di un istinto che li porta a cogliere delle opportunità prima che sia possibile spiegarle razionalmente.

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