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Wanderlust Summer

Tre artisti e un solo tema, tre modi di guardare l’estate cercando di immortalarla prima che fugga e di rubarne un granello da fissare sulla tela prima che passi per sempre lasciando spazio alla malinconia dell’autunno.

Una collettiva brillante come il solleone che vede esporre, per la prima volta in Italia, l’artista africano Nii Odai e la cinese Zhang Le. A completare il cerchio di questo viaggio estivo le opere dell’artista albanese Iskra Shahaj.

Lo scopo dell’arte è di dare una forma alla vita” si dice in uno dei passaggi più famosi della commedia di Shakespeare ‘Sogno di una notte di mezza estate’. Il prossimo 5 luglio varcate, quindi, la soglia della WinArts di Via Carlo Ravizza 18 a Milano aspettandovi qualcosa di speciale, perché Wanderlust Summer, la collettiva che inaugura quella sera alle 18.30, in qualche modo lascerà in voi  un segno facendovi vivere un sogno estivo.

L’estate su tela ha il potere di definire le diverse sfumature del viaggio che porta con sé. Infatti ‘wanderlust’, nella sua accezione più moderna, significa desiderio di viaggiare, di fare di nuove esperienze, vivere la libertà e l’emozione di essere stranieri. E il viaggio, nell’arte, è un atto di pensiero, un’attitudine, un’inclinazione che conduce alla scoperta e di conseguenza alla conoscenza. Si può attraversare l’universo, senza muovere un passo dal punto in cui ci si trova perché la verità è che riprodurre l’estate non è una sfida da poco, ma è anche un divertimento per l’artista, libero di inseguire il piacere e rappresentare quello che è più caratteristico della sua cultura. Il viaggio, come stato mentale, ne è il filo conduttore che porta alla creazione di qualcosa di significativo, come un’opera nel mondo dell’arte.

La prospettiva di Nii Odai, nato in Ghana nel 1991, vincitore del premio di artista dell’anno presso BE OPEN Art, mette in primo piano la volontà di trasmettere un messaggio di ispirazione che evochi emozioni e virtù naturali. Una caratteristica delle opere di Nii Odai è l’uso di colori grezzi. Secondo l’artista sono la manifestazione più vicina della creazione, del creatore e della sua capacità di evocare le nostre emozioni. Sarà una vera e propria sorpresa vedere le sue opere in Italia per la prima volta dal vivo.

I fiori di Zhang Le, artista cinese classe 1999, sono la combinazione di due contraddizioni: la prosperità e vitalità da un lato e la fragilità e il decadimento dall’altro. È evidente il fascino di questa combinazione contraddittoria, dove la bellezza è breve e fragile perché la fioritura è sempre accompagnata da un rapido decadimento. I fiori diventano il simbolo di vita e si inseriscono in questo contesto con il predominio della vivacità dei colori della natura al suo massimo grado di fertilità. Anche per questa artista si tratta della prima esposizione in Italia e le aspettative sono molto promettenti.

Zhang-L’ Opera “il contrario della morte” 120X90cm, acrilico su tela 2022.

L’estate di Iskra Shahaj, albanese di nascita, ferrarese di adozione e che oggi vive ad Abu Dhabi, è influenzata dai colori del mediterraneo e del deserto che sviluppano in lei immaginazione e creatività. Nelle opere dell’artista non c’è narrazione, si tratta di un attimo catturato durante la giornata. Per questo motivo i quadri non hanno un titolo ma solo un numero che li identifica. Le sue tele hanno come tema ricorrente la solitudine, intesa come un momento di raccoglimento con se stessi.  La protagonista della scena è sempre una donna ma il suo interesse è rivolto principalmente al gioco di luce e colore che si crea nelle pieghe dei suoi vestiti.

Iskra-Shahaj-Opera #90, olio su tela di lino, 75x100cm-2019

Tre artisti e un solo tema, tre modi di guardare l’estate cercando di immortalarla prima che fugga e di rubarne un granello da fissare sulla tela prima che passi per sempre lasciando spazio alla malinconia dell’autunno.

BIO

Nii Odai

Theophilus Tetteh (classe 1991), noto anche con il suo nome d’arte Nii Odai, è un artista contemporaneo africano del Ghana. Ha studiato graphic design e pittura alla scuola d’arte Marimus, sperimentando diverse tecniche. Recentemente ha vinto il premio di artista dell’anno presso la galleria online BE OPEN Art (che dà visibilità agli artisti emergenti di tutto il mondo) ed è anche membro della Ghana Association of Visual Artists (GAVA).

Una caratteristica delle opere di Nii Odai è l’uso di colori grezzi. Secondo l’artista sono la manifestazione più vicina della creazione, del creatore e della sua capacità di evocare le nostre emozioni. “Essere un artista per me significa semplicemente imitare i principi della creazione e del nostro creatore”, dice.   “Vorrei che il mio lavoro trasmettesse un messaggio di ispirazione che evochi emozioni e virtù naturali” conclude.

Zhang Le

Zhang Le è un’artista cinese nata nel 1999. Ha frequentato all’Università di HuaQiao il corso di Pittura a olio (2017 – 2021) e dal 2021 frequenta l’Accademia di belle arti di Brera.  Filosofia creativa Il fiore è la combinazione di due contraddizioni la prosperità e vitalità da un lato e la fragilità e il decadimento dall’altro. E’ evidente  Il fascino di questa combinazione contraddittoria dove la bellezza è sempre breve e fragile perché la fioritura è sempre accompagnata da un rapido decadimento. Il fiore diviene simbolo della vita. Combattiamo sempre instancabilmente contro il decadimento eterno, a volte senza tener conto della fragilità del mondo.  “Vorrei che il mondo fosse coperto di fiori per nascondere una civiltà sempre più fredda e materialista, in attesa di un diverso tipo di rinascita”.

Iskra Shahaj

Iskra Shahaj è nata nel 1988 a Vlore (Albania). Trascorre la sua infanzia in questa città poetica. L’attrazione per l’arte incomincia dalla più tenera età, quando la magia e i colori del mediterraneo sviluppano l’immaginazione e la creatività. Frequenta la scuola d’arte della città di Vlore e nel 2006 si trasferisce in Italia, a Ferrara. Ottiene una laurea in Beni Culturali e Scienze Geologiche. Vive e lavora ad Abu Dhabi. L’artista ha sempre avuto una particolare attenzione alle figure femminili, probabilmente perché il primo impatto con le immagini, le linee, le forme ed i colori erano i figurini disegnati dalla  madre sarta. Guardava e riguardava le immagini rimanendo  talmente colpita che  iniziò   a disegnare fin da piccolissima. Da lì è nata la sua passione per la pittura. I quadri, sia che si tratti di scene di interni o di esterni, hanno sempre come tema ricorrente la solitudine, intesa come un momento di raccoglimento con se stessi. Non c’è narrazione, si tratta di un attimo catturato durante la giornata. Per questo motivo i quadri non hanno un titolo ma solo un numero che li identifica. C’è riflessione, attesa e introspezione. Nelle scene d’interni l’artista vede una correlazione fra l’interiorità dello spazio e lo sguardo introspettivo del soggetto. La protagonista della scena è la donna ma il suo interesse è rivolto principalmente al gioco di luce e colore che si crea nelle pieghe dei suoi vestiti. Utilizza  spesso colori forti in contrasto con le pose molto delicate.

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