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giovedì, 8 Dicembre 2022
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Guerra Cina-Taiwan alle porte? Perché ci costerebbe cara?

Guerra Cina Taiwan
A demonstrator holds flags of Taiwan and the United States in support of Taiwanese President Tsai Ing-wen during an stop-over after her visit to Latin America in Burlingame, California, U.S., January 14, 2017. REUTERS/Stephen Lam - RTSVJRJ

Guerra Cina Taiwan. La  visita diplomatica a Taiwan di Nancy Pelosi,, speaker della Camera statunitense, ha creato un incidente diplomatico tra Cina e Usa. Il viaggio della Pelosi, nonostante il parere negativo del Pentagono, ha riaperto la profonda ferita mai rimarginata con il continente e i rapporti con il resto del mondo.

La visita dell’alto funzionario

Taipei chiede l’indipendenza e si comporta come uno stato sovrano, guardando all’Occidente per gli scambi commerciali, mentre Pechino porta avanti la politica dell’Unica Cina. La visita dell’alto funzionario è apparsa come uno smacco troppo grande per il Partito Comunista Cinese. Ora si teme che Pechino passi dalle minacce, con il lancio di missili nel mare che circonda Taiwan, ai fatti, con un conflitto che ricalcherebbe in parte le dinamiche di quello in corso tra Russia e Ucraina.

Guerra Cina Taiwan e le ripercussioni sul mercato globale della tecnologia

Se la Cina dovesse invadere Taiwan, ci sarebbero grosse ripercussioni sul mercato globale dei dispositivi tecnologici. A lanciare l’allarme è Mark Liu, amministratore delegato della TSMC, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, tra le più importanti aziende produttrici di circuiti integrati e wafer, piastrine di materiale semiconduttore su cui si realizzano i microchip.

In un’intervista alla CNN l’imprenditore ha spiegato che la guerra renderebbe inoperanti gli stabilimenti della multinazionale sull’isola, altamente dipendenti da forniture estere e funzionano grazie a collegamenti in tempo reale e scambi con l’Europa, il Giappone e gli Stati Uniti. TSMC produce chip per alcuni colossi tecnologici internazionali,come Apple e Qualcomm, i cui processori, come quelli della serie Snapdragon, sono montati sui dispositivi Android.

Guerra Cina Taiwan
Guerra Cina Taiwan

L’azienda è la fonderia di semiconduttori più importante al mondo, detenendo una quota di mercato superiore al 50% su scala globale. Se la Cina dovesse bombardare la sede principale a Taipei, si fermerebbe automaticamente la produzione.

Sarebbe un duro colpo per le aziende di smartphone, tablet e computer, ma anche di console di videogiochi, dispositivi smart e gli elettrodomestici più avanzati. “La guerra non ha vincitori, perdono tutti“, ha rimarcato Mark Liu, facendo un parallelismo con il conflitto in corso in Ucraina. “Nessuna delle parti ne ha beneficio” e, anche se i contesti politico, sociale ed economico sono talmente diversi, lo stesso avverrebbe in caso di ostilità tra Cina e Taiwan.

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