INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

Ologrammi, la nuova tecnologia al confine tra fantascienza e realtà

Gli ologrammi, oltre i film di fantascienza, potrebbero presto diventare una concretezza. Il 2023 si prospetta infatti un anno pieno di sorprese nel settore IT (Intelligenza Artificiale ), tra metaverso e teletrasporto olografico.

COSA SONO E COME FUNZIONANO GLI OLOGRAMMI?

Gli ologrammi sono il risultato della trasposizione di un’immagine tridimensionale, su un supporto generalmente bidimensionale, grazie alla tecnologia laser di ausilio.

I primi ologrammi furono teorizzati dal fisico ungherese Dennis Gabor, tramite l’utilizzo di fasci di luce verde generati da una lampada di vapori di mercurio. Tale scoperta, che fece ottenere a Gabor il premio Nobel nel 1971, non fu valorizzata sino ai primi anni Sessanta: periodo nel quale iniziarono a fare la loro comparsa le sorgenti di luce laser.

In ambito filmico, uno dei primi esempi arriva dal mondo di George Lucas quando nel suo primo Star Wars, quello del 1977, la proiezione del piccolo robot R2-D2 dell’ologramma della principessa Leila che implora Obi-Wan Kenobi di aiutarla, sembrava fantascienza.

Fotogramma estrapolato a scopo didascalico: scena tratta dal film “Star Wars, episodio IV – una nuova speranza”

Con il nuovo millennio, gli ologrammi sembrerebbe possano diventare realtà: nel 2021 i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno annunciato sulla rivista Nature un nuovo sistema di intelligenza artificiale, capace di creare ologrammi tridimensionali in tempo reale, perfino sullo smartphone.

Un ologramma proiettato su smart phone: immagine esemplificativa costruita digitalmente

Rimodernando il mondo del cinema, un’aziende come la BASE Experiential™ (“BX”), leader da 35 anni nel settore dell’intrattenimento con sede a Huston, ha realizzato una libreria di contenuti olografici. Ha creato concerti ed esperienze teatrali, presentando poi i propri lavori in diversi scenari dello spettacolo. Sono famosi i concerti musicali con le produzioni olografiche di Roy Orbison, Buddy Holly e di Maria Callas. Mentre nel mese di marzo 2023 è previsto un grandissimo concerto olografico con Whitney Houston.

Anche la televisione ha subito l’ influenza degli ologrammi: ad esempio è sato possibile far cantare Céli­ne Dion con Elvis Presley nel program­ma televisi­vo American Idol, andato in onda nel 2007.

In Italia, nel 2022, un altro esempio fu realizzato con un risultato spettacolare. Si parla del primo esperimento olografico utilizzato in un’intervista. Durante il talk-show Verissimo, Tiziano Ferro è apparso nel salotto della Toffanin in un modo talmente realistico, che gli spettatori presenti in studio erano convinti della sua presenza fisica. Successivamente, con un telecomando in mano, la presentatrice ha comunicato ai telespettatori che si trattava di un ologramma, facendo scomparire e riapparire il cantante.

Fotogramma estrapolato a scopi didascalici: l’intervista (olografica) a Verissimo di Tiziano Ferro

Contestualmente, Microsoft assicura ai propri  utenti che le riunioni del futuro si faranno con gli ologrammi, attraverso un paio di occhiali Hololens grazie ai quali sarà possibile proiettarsi in una riunione con i colleghi. Mentre, con guanti tattili si potranno toccare gli oggetti materiali circostanti al contesto.

Il confine della realtà e tecnologia è andata oltre ogni immaginazione , tanto è vero che sulla piattaforma di cloud computing di Microsoft, i dati e l’intelligenza artificiale hanno creato la realtà mista, che intrinseca il mondo fisico con quello digitale in cui i soggetti ed oggetti reali e virtuali interagiscono tra loro e con gli utenti.

Questo potrebbe significare che, molto presto, architetti o ingegneri saranno in grado di camminare fisicamente sul pavimento di una fabbrica in costruzione, così da decidere come posizionare i macchinari.

In conclusione, è interessante quanto ha asserito il technical fellow di Microsoft, Alex Kipman: “Questo è stato il sogno della realtà mista, l’idea che abbiamo inseguito fin dall’inizio. Puoi davvero sentirti come se fossi nello stesso posto con qualcuno che condivide contenuti o puoi teletrasportarti da diversi dispositivi di realtà mista ed essere presente con le persone anche quando non siete fisicamente insieme”.

Articolo di Daniela Blegu

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